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	<title>Capitali d&#039;Europa.com</title>
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	<description>Alla scoperta del vecchio continente - Viaggi, racconti e reportage</description>
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		<title>Stoccolma: la capitale verde d&#8217;Europa per il 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 15:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale europea]]></category>
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		<category><![CDATA[Natura e ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
Una città sospesa tra terra e mare all&#8217;interno di un arcipelago di 30.000 isole, inserita in un contesto naturale che di per sé è spettacolare. I colori di una natura incontrastata, ma vicina, vicinissima alla città. A tutto questo si aggiungono misure chiare e definite per ridurre l&#8217;inquinamento acustico, un programma di protezione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_829" class="wp-caption alignleft" style="width: 171px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/03/La-locandina-di-Stoccolma-2010.jpg"><img class="size-full wp-image-829" title="La locandina di Stoccolma 2010" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/03/La-locandina-di-Stoccolma-2010.jpg" alt="La locandina di Stoccolma 2010" width="171" height="227" /></a>
	<p class="wp-caption-text">La locandina di Stoccolma 2010</p>
</div>
<p><strong>Una città sospesa tra terra e mare</strong> all&#8217;interno di un arcipelago di 30.000 isole, inserita in un contesto naturale che di per sé è spettacolare. I colori di una natura incontrastata, ma vicina, vicinissima alla città. A tutto questo si aggiungono misure chiare e definite per ridurre l&#8217;inquinamento acustico, un programma di protezione che definisce nuovi standard per un&#8217;acqua più pulita, un innovativo sistema di smaltimento dei rifiuti, mezzi pubblici che per la maggior parte utilizzano  carburanti rinnovabili ecocompatibili. Per queste e molte altre motivazioni Stoccolma è la prima città del Vecchio Continente ad aggiudicarsi il titolo di <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/064-50583-061-03-10-911-20090302STO50551-2009-02-03-2009/default_it.htm" target="_blank">Capitale Verde d&#8217;Europa</a>.</p>
<p><a href=" http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank">L&#8217;Unione Europea</a>, <strong>per la prima volta nel 2010</strong>, assegna ad una città del proprio territorio un riconoscimento legato all&#8217;ambiente. Il premio è stato studiato in modo da riconoscere gli sforzi delle amministrazioni locali che intendono perseguire alti standard ambientali, che si impegnano nel portare a termine sempre nuovi <strong>miglioramenti nell&#8217;ottica dello sviluppo sostenibile</strong> e che possano fungere da esempio ed ispirazione promuovendo nei confronti delle altre città le <a href="http://www.contabilitaambientale.it/buone_pratiche/buone_pratiche.asp" target="_blank">pratiche ambientali</a> più efficaci.</p>
<p>La volontà di istituire questo titolo nasce dalla consapevolezza che <strong>la moderna Europa è incentrata su una società prettamente urbana</strong>, con una percentuale dell&#8217;80% di residenti in città di medie e grandi dimensioni. Inoltre, le sfide maggiori sul piano ambientale derivano proprio dalla condizione delle aree urbane; ecco perché è stato ideato questo mezzo per spronare le amministrazioni e gli abitanti stessi verso l&#8217;impegno e l&#8217;innovazione volti al miglioramento della situazione attuale dell&#8217;ambiente, ma anche della qualità di vita della popolazione.</p>
<div id="attachment_832" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/03/Nel-verde-di-Stoccolma.jpg"><img class="size-full wp-image-832" title="Nel verde di Stoccolma" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/03/Nel-verde-di-Stoccolma.jpg" alt="Nel verde di Stoccolma" width="500" height="375" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Nel verde di Stoccolma</p>
</div>
<p>Stoccolma dal canto sua è pronta a celebrare quest&#8217;annata da Capitale Verde d&#8217;Europa con <strong>una ricca gamma di eventi</strong>: conferenze, seminari, workshop e mostre a tema sono previsti durante tutto l&#8217;anno. Grazie ad un <strong>programma di visita dedicato allo studio professionale</strong>, molte delegazioni di altre città hanno già previsto un viaggio nella capitale svedese per toccare con mano i risultati raggiunti e valutare le iniziative in corso. I visitatori avranno l&#8217;opportunità  di esplorare le soluzioni create da Stoccolma per ciò che riguarda una varietà di temi, tra cui la gestione dello smaltimento rifiuti, la programmazione di nuovi progetti urbani, la sfida ai <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;root=3920" target="_blank">cambiamenti climatici</a> e l&#8217;assicurazione di un sistema di trasporti efficace e sostenibile.</p>
<p>Naturalmente <strong>Stoccolma non si ferma qui</strong>, i progetti a favore dell&#8217;ambiente vanno avanti, nuove idee prendono forma. Basti pensare che uno degli obiettivi che la città si pone è quello di essere totalmente indipendente dai combustibili fossili entro il 2050, qualcosa di molto ambizioso sicuramente, ma che può fungere da incentivo per importanti iniziative. La capitale nordica, oggi <strong>Capitale Verde</strong>, fa da apripista nel cammino verso un modello di città europea più pulita, meno inquinante e più vivibile per tutti, basata sul concetto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile" target="_blank">sviluppo sostenibile</a> che per definizione è  quello sviluppo che “soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.capitalideuropa.com%2Fstoccolma%2Fstoccolma-la-capitale-verde-deuropa-per-il-2010%2F&amp;linkname=Stoccolma%3A%20la%20capitale%20verde%20d%26%238217%3BEuropa%20per%20il%202010"><img src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Roma, il futuro di una festa antica&#8230;</title>
		<link>http://www.capitalideuropa.com/roma/roma-il-futuro-di-una-festa-antica/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 21:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Linda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale di Ivrea]]></category>
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		<category><![CDATA[Corsa dei Berberi]]></category>
		<category><![CDATA[Corsa equestre romana]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Si possono indossare le tinte più bizzarre senza che sia arrivata ancora la primavera&#8230;Scorgere strade che si riempiono di fiocchi, ma non di neve&#8230;I bambini lo aspettano tutto l&#8217;anno, ma non è il Natale&#8230;A questo punto vi sarà chiaro che vogliamo parlare del Carnevale e di come questa festa occupi un posto speciale nella tradizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_758" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Maschera-di-Carnevale.jpg"><img class="size-medium wp-image-758" title="Maschera di Carnevale" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Maschera-di-Carnevale-273x300.jpg" alt="Maschera di Carnevale" width="273" height="300" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Maschera di Carnevale</p>
</div>
<p>Si possono indossare le tinte più bizzarre senza che sia arrivata ancora la primavera&#8230;Scorgere strade che si riempiono di fiocchi, ma non di neve&#8230;I bambini lo aspettano tutto l&#8217;anno, ma non è il Natale&#8230;A questo punto vi sarà chiaro che vogliamo parlare del Carnevale e di come questa festa occupi un posto speciale nella <strong>tradizione italiana</strong>.</p>
<p>Festeggiato principalmente dai paesi di confessione cattolica, il Carnevale segna quel periodo di celebrazione spensierata che precede il <strong>digiuno quaresimale e l&#8217;astensione dalla carne</strong>.<br />
Forse i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saturnali" target="_blank">saturnali</a> romani o le rappresentazioni dionisiache greche sono da considerarsi l&#8217;archè della ricorrenza, ma certo è che il Carnevale si fa ben presto largo nei secoli come sfrenata e disinibita fiera delle bizzarrie e dell&#8217;opulenza, dello <strong>sregolato desiderio di sciogliere gli ordini</strong> e le convezioni sociali, di sentirsi tutti un po&#8217; i possessori della propria città, almeno per un giorno. L&#8217;Italia da sola conta ben tre dei carnevali più importanti al mondo: lo storico Carnevale di Ivrea, l&#8217;apprezzatissimo di Viareggio e naturalmente quello magico e pittoresco di Venezia.</p>
<div id="attachment_760" class="wp-caption alignright" style="width: 201px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Spettacoli-equestri.jpg"><img class="size-medium wp-image-760" title="Spettacoli equestri" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Spettacoli-equestri-201x300.jpg" alt="Spettacoli equestri" width="201" height="300" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Spettacoli equestri</p>
</div>
<p>A Roma invece, la tradizione carnascialesca vuole che sia lo <strong>spettacolo equestre</strong> a dominare l&#8217;atmosfera burlesca della festività. Oggi come ieri le vie del centro, da Piazza del Popolo a Via del Corso, vengono battute dalla storica <strong>Corsa dei Berberi</strong>.</p>
<p>Nel passato questa corsa ricopriva un ruolo importantissimo nel <strong>calendario delle festività romane</strong>: vi partecipavano cavalli di corporatura piuttosto bassa e robusta che venivano lanciati senza fantino sino a Piazza Venezia, passando per l&#8217;antica Via Lata. Un grande telone segnava il traguardo e il proprietario del cavallo più veloce veniva premiato con una somma di denaro e un broccato d&#8217;oro con cui si ricopriva il dorso del cavallo. Nell&#8217;anno 1847 però, la competizione equestre venne interrotta da Vittorio Emanuele III, conseguentemente alla morte di un giovane che venne travolto dall&#8217;orda dei cavalli durante una corsa.</p>
<p>Ma la <strong>tradizione equestre romana</strong> conserva tutto il suo fascino nel corso dei decenni arrivando sino a noi spettacolare e sorprendente ogni anno, attirando spettatori e turisti da ogni dove: alle parate e alle manifestazioni prendono parte <a href="http://www.teatroequestre.it/it" target="_blank">organizzazioni equestri</a>, rappresentanze del Dressage nazionale e i corpi militari di Stato, che hanno fatto la storia della prestigiosa <strong>Cavalleria Italiana</strong>.</p>
<p>In chiave contemporanea, la <a href="http://www.carnevale.roma.it/" target="_blank">kermesse romana 2010</a> si propone al pubblico mascherato con un programma particolarmente ricco non solo d&#8217;animazione, ma anche di cultura (novanta sono le opere in mostra al <a href="http://www.museodiroma.it/" target="_blank">Museo di Roma</a> e numerosissimi gli eventi teatrali organizzati). Il motto di questa edizione da sé racchiude tutte le intenzioni: <strong>&#8220;Il futuro di una festa antica&#8221;</strong>. Una pagina di storia popolare romana, fermamente decisa a rimanere viva nei cuori dei romani e non.</p>
<p>Anche la goliardia di questo Carnevale si concluderà con gli immancabili <strong>&#8220;Fochetti&#8221; alle terrazze del Pincio</strong>, gli scenografici spettacoli pirotecnici che rievocano i geniali <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Sonetti_romaneschi/Er_Culiseo_I" target="_blank">fuochi ottocenteschi</a> che illuminavano le rovine del mausoleo di Augusto.</p>
<div id="attachment_763" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/I-fochetti.jpg"><img class="size-full wp-image-763" title="I fochetti" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/I-fochetti.jpg" alt="I fochetti" width="500" height="308" /></a>
	<p class="wp-caption-text">I fochetti</p>
</div>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.capitalideuropa.com%2Froma%2Froma-il-futuro-di-una-festa-antica%2F&amp;linkname=Roma%2C%20il%20futuro%20di%20una%20festa%20antica%26%238230%3B"><img src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Helsinki, relax a tutto vapore</title>
		<link>http://www.capitalideuropa.com/helsinki/helsinki-relax-a-tutto-vapore/</link>
		<comments>http://www.capitalideuropa.com/helsinki/helsinki-relax-a-tutto-vapore/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Curiosità e tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Kotiharjum]]></category>
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		<category><![CDATA[Usanze tipiche finlandesi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le strade tranquille di Helsinki, la neve che cade leggera, l&#8217;atmosfera ovattata di un parco nell&#8217;inverno della capitale finlandese&#8230; e poi d&#8217;improvviso, dietro l&#8217;angolo, un gruppo di uomini nudi    seduti su un muretto, un misero asciugamano intorno alla vita a coprire ciò che va coperto, goccioline di sudore, birra in mano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: left;">
<div id="attachment_729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Allesterno-della-sauna-Kotiharjum-.jpg"><img class="size-full wp-image-729 " title="All'esterno della sauna Kotiharjum" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Allesterno-della-sauna-Kotiharjum-.jpg" alt="All'esterno della sauna Kotiharjum" width="500" height="375" /></a>
	<p class="wp-caption-text">All&#39;esterno della sauna Kotiharjum</p>
</div>
<p>Le strade tranquille di Helsinki, la neve che cade leggera, l&#8217;atmosfera ovattata di un parco nell&#8217;inverno della capitale finlandese&#8230; e poi d&#8217;improvviso, dietro l&#8217;angolo, un gruppo di uomini nudi    seduti su un muretto, un misero asciugamano intorno alla vita a coprire ciò che va coperto, goccioline di sudore, birra in mano e risate a non finire. C&#8217;è chi potrebbe pensar male e invece ci si è solamente imbattuti <strong>in una delle usanze più tipiche del paese nordico, la sauna. </strong></p>
<p>A differenza della maggior parte dei paesi europei, <strong>in Finlandia la nudità è una cosa estremamente naturale</strong>. Le <a href="http://www.benessere.com/remise/remise_en_forme/sauna.htm" target="_blank">saune</a> vengono frequentate soprattutto dopo il lavoro alla ricerca di un po&#8217; di relax e per fare quattro chiacchiere in tranquillità con gli amici o in famiglia, un po&#8217; come per gli gli inglesi andare al pub e per gli italiani prendere l&#8217;aperitivo al bar. Vi sono tracce risalenti a ben 1000 anni fa che documentano l&#8217;uso della <strong>sauna come atto rigenerativo e curativo</strong>, tant&#8217;è che oggi questa pratica è parte integrante della quotidianità di ogni finlandese e la consuetudine vuole che ne venga fatta almeno una a settimana. Di certo non mancano le opportunità dal momento che vi sono saune ovunque: nelle abitazioni private, nei palazzi di uffici, all&#8217;aperto e perfino presso la sede del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_finlandese" target="_blank">Parlamento</a>.</p>
<p><strong>La più antica sauna pubblica di Helsinki</strong>, aperta nel 1928, è la Kotiharjum. La struttura offre due sezioni separate per uomini e donne di modo che tutti possano sperimentare l&#8217;antica tradizione nel modo più autentico senza sentirsi troppo inibiti. Il locale in legno accoglie il visitatore ad una temperatura che può variare dagli 80° ai 110° e la colonnina del termometro si alza ancor più quando l&#8217;acqua versata sulle calde pietre della kuias, la speciale stufa che riscalda l&#8217;ambiente, crea una piacevole nuvola di vapore. Una volta che il caldo e il vapore hanno svolto il loro ruolo benefico, la pratica vuole che ci si rinfreschi e ritempri con una doccia fredda per poi  sorseggiare, avvolti in un asciugamano, bevande tipiche come la talon <a href="http://www.cookaround.com/cucina/finlandia/confro-1.php?ID=339" target="_blank">sima</a>, una limonata con frutti di bosco. I più temerari ripetono più volte questo ciclo di caldo e freddo.</p>
<div id="attachment_721" class="wp-caption alignright" style="width: 300px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Un-rigenerante-bagno-nel-ghiaccio.jpg"><img class="size-medium wp-image-721" title="Un rigenerante bagno nel ghiaccio" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2010/02/Un-rigenerante-bagno-nel-ghiaccio-300x225.jpg" alt="Un rigenerante bagno nel ghiaccio" width="300" height="225" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Un rigenerante bagno nel ghiaccio</p>
</div>
<p>Non c&#8217;è perciò da stupirsi se passeggiando per le strade di Helsinki, così come in tutta la Finlandia,  ci si imbatta in persone praticamente nude che <strong>si temprano al freddo</strong> di una giornata invernale, che si rotolano nelle neve o che si immergono nelle acque ghiacciate di laghi e fiumi&#8230; scene che solo a pensarle fanno rabbrividire molti! Bisogna però tenersi pronti ad accettare un invito a prendere parte ad una sauna collettiva se per qualsiasi motivo, anche lavorativo, si è ospiti in <a href="http://europa.eu/abc/european_countries/eu_members/finland/index_it.htm" target="_blank">Finlandia</a>, dove, spesso e volentieri, questo è anche <strong>un modo per condividere esperienze e festeggiare avvenimenti</strong> in un&#8217;atmosfera completamente rilassata.</p>
<p>Naturalmente si può lasciare a casa il costume, basta un minuscolo asciugamano!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.capitalideuropa.com%2Fhelsinki%2Fhelsinki-relax-a-tutto-vapore%2F&amp;linkname=Helsinki%2C%20relax%20a%20tutto%20vapore"><img src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Amsterdam si colora di festa per la sua Regina</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 22:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amsterdam]]></category>
		<category><![CDATA[30 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità e tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Festa nazionale olandese]]></category>
		<category><![CDATA[Koninginnedag]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Bassi]]></category>
		<category><![CDATA[Regina Beatrice]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Se capitate ad Amsterdam il 30 Aprile non meravigliatevi dell&#8217;atmosfera particolare in cui tutto è suono e colore, delle strade del centro senza mezzi di trasporto e dei fiumi di birra che sgorgano tra le strade e tra i canali&#8230; è il Koninginnedag, il giorno della Regina! In quel giorno tutto si tinge rigorosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 499px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/I-canali-in-festa.jpg"><img class="size-full wp-image-682" title="I canali in festa" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/I-canali-in-festa.jpg" alt="I canali in festa" width="499" height="300" /></a>
	<p class="wp-caption-text">I canali in festa</p>
</div>
<p><strong>Se capitate ad Amsterdam il 30 Aprile</strong> non meravigliatevi dell&#8217;atmosfera particolare in cui tutto è suono e colore, delle strade del centro senza mezzi di trasporto e dei fiumi di birra che sgorgano tra le strade e tra i canali&#8230; è il Koninginnedag, il giorno della Regina! In quel giorno tutto si tinge rigorosamente di <a href="http://www.psdrevolution.it/forum/index.php?showtopic=30589" target="_blank">arancione</a>: strade, capelli, corpi e acque.</p>
<p><strong>Ufficialmente è il giorno di festa nazionale</strong>, istituito in origine per promuovere l&#8217;unità nazionale e per celebrare il compleanno della regina, ma in realtà sembra solo un ulteriore pretesto per gli olandesi per fare festa e divertirsi due giorni di seguito senza sosta. Sebbene il vero compleanno dell&#8217;attuale regina sarebbe il 31 gennaio, i reali hanno deciso di continuare a celebrarlo il 30 aprile non solo in onore della regina madre, ma anche perché quello fu il giorno di incoronazione di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/26/olanda-la-regina-si-dimette-71-anni.html" target="_blank">Beatrice</a> nel lontano 1980&#8230; oltre al fatto che il clima ad aprile è sicuramente migliore e permette di festeggiare come “Olanda comanda” senza troppi problemi di meteo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_684" class="wp-caption alignright" style="width: 233px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Zoccoletti-olandesi.jpg"><img class="size-full wp-image-684 " title="Zoccoletti olandesi" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Zoccoletti-olandesi.jpg" alt="Zoccoletti olandesi" width="233" height="350" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Zoccoletti olandesi</p>
</div>
<p><strong>É così che gli uomini dagli zoccoletti a punta</strong>, di arancione vestiti, scendono nelle strade a fare baldoria con concerti, bancarelle e mercatini sparsi ovunque ad <a href="http://www.stile.it/articolo/amsterdam-villaggio-cosmopolita/297327" target="_blank">Amsterdam</a> come nel resto del Paese. Naturalmente la festa più grande è quella svolta nella capitale. La città si accende. I canali si  affollano di barche traboccanti di persone entusiaste e&#8230; magari un po&#8217; brille.</p>
<p><strong>La musica pervade ogni vicolo</strong>. Concerti folk, rock o addirittura <a href="http://www.bluesandblues.it/gospelvoice/storia.html" target="_blank">gospel</a>, per non parlare delle discoteche galleggianti che in parata scorrono lungo i canali, portando il ritmo fin sott&#8217;acqua. Si trovano deejay e ballerini improvvisati sui ponti e sui marciapiedi ad animare come più si può questo giorno di euforia generale. Il Vondelpark, invece, si popola di spettacoli e bancarelle di caramelle per i più piccoli.</p>
<p><strong>É il giorno del “mercato libero”</strong> in cui chiunque può diventare venditore ambulante. Il pezzo forte di questo evento sono i mercatini delle pulci concentrati per lo più nel quartiere di Jordaan. Un evento che tutti gli Olandesi aspettano con fervore per svuotare armadi e sgabuzzini e vendere le proprie cose vecchie: dai CD ai vestiti datati <a href="http://www.sopi.it/Anni60/Anni60.html" target="_blank">anni 60</a>. E se c&#8217;è chi la soffitta l&#8217;ha già svuotata, allora ci si adopera con dolci e ricette segrete o in qualsiasi altro modo bizzarro, come ballare il tip tap davanti all&#8217;uscio della propria abitazione&#8230;</p>
<p>In quel giorno la simpatia e la stravaganza di questo popolo prende piede a tutta birra. É l&#8217;occasione che la gente d&#8217;Olanda sfrutta per urlare al mondo il proprio <strong>animo tutto arancione</strong>!</p>
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		<title>Vilnius: a Užupis una repubblica fra utopia e realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 14:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vilnius]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità e tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Daiva Luisaitè]]></category>
		<category><![CDATA[Dalai Lama]]></category>
		<category><![CDATA[fiume Vilnia]]></category>
		<category><![CDATA[Lituania]]></category>
		<category><![CDATA[Montmartre]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica di Užupis]]></category>
		<category><![CDATA[via Paupio]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#8220;Qui ci sentiamo liberi di essere quello che vogliamo. Chi viene qui a vivere stabilmente o anche solo a passare un pomeriggio, è il benvenuto, sempre. Ci rispettiamo a vicenda e scegliamo se condividere tutto o niente a seconda dell&#8217;umore e di come percepiamo le vibrazioni reciproche. E ce ne stiamo in pace con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em> </em></p>
<div id="attachment_655" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Si-entra-nella-Repubblica-di-Uzupis.jpg"><img class="size-full wp-image-655" title="Si entra nella Repubblica di Uzupis" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Si-entra-nella-Repubblica-di-Uzupis.jpg" alt="Si entra nella Repubblica di Uzupis" width="500" height="334" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Si entra nella Repubblica di Uzupis</p>
</div>
<p>&#8220;Qui ci sentiamo liberi di essere quello che vogliamo. Chi viene qui a vivere stabilmente o anche solo a passare un pomeriggio, è il benvenuto, sempre. Ci rispettiamo a vicenda e scegliamo se condividere tutto o niente a seconda dell&#8217;umore e di come percepiamo le vibrazioni reciproche. E ce ne stiamo in pace con tutti.&#8221;</p>
<p><strong>Potrebbe sembrare un&#8217;idea utopistica</strong> e in effetti un po&#8217; lo è. Sono le parole con cui la pittrice lituana Daiva Luisaitè descrive la fantomatica Repubblica di Užupis,  la nazione fittizia all&#8217;interno della città di Vilnius. Sulle sponde del fiume Vilnia, là dove un tempo regnavano delinquenza e prostituzione, oggi sorge questo colorato e vivace quartiere “indipendente” che dà dimora a pittori, artisti di ogni genere e a tutti quegli spiriti liberi che condividono e sposano l&#8217;idea della repubblica.</p>
<p><strong>Questa ufficiosa repubblica</strong> con le sue gallerie espositive, rappresentazioni d&#8217;arte open-air, murales e sfiziosi caffè si è aggiudicata il titolo di quartiere più romantico e suggestivo di Vilnius nonché l&#8217;onore di essere paragonata alla parigina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montmartre" target="_blank">Montmartre</a>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_657" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/La-costituzione-affisa-in-via-Paupio.jpg"><img class="size-full wp-image-657" title="La costituzione affisa in via Paupio" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/La-costituzione-affisa-in-via-Paupio.jpg" alt="La costituzione affisa in via Paupio" width="224" height="500" /></a>
	<p class="wp-caption-text">La costituzione affissa in via Paupio</p>
</div>
<p><strong>Presidente, Primo Ministro, bandiera,</strong> stemma, un angelo protettore e persino un esercito, formato da ben 12 elementi: Užupis non si fa mancare nulla, nemmeno la <a href="http://storie-e-filosofie.blogspot.com/2008/06/la-costituzione-della-repubblica-della.html" target="_blank">costituzione</a>. “Tutti hanno il diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha il diritto di scorrere”: questo ne è il surreale primo articolo che rende pienamente l&#8217;idea dello stile libero e anticonvenzionale in cui è stato redatto questo elenco di “leggi”. Proseguendo nella lettura si trovano però anche concetti più seri, per così dire, e ricalcanti a volte i fondamenti di una sorta di carta dei diritti dell&#8217;uomo. Troviamo affermazioni del tipo: “Tutti hanno il diritto di essere felici” e “tutti hanno il diritto di essere infelici” oppure “tutti hanno il diritto di essere indipendenti”, “tutti sono responsabili della propria libertà” o”nessuno ha il diritto di usare violenza”. Gli articoli di questa strana, ma ma non troppo, costituzione sono affissi sul muro della via Paupio e chiunque può liberamente leggerli e prenderne atto.</p>
<p><strong>Fondata da un gruppo di residenti della zona nel 1997,</strong> la Repubblica, secondo molti, sta perdendo negli ultimi anni quella bizzarra impronta politica e indipendentista in base alla quale fu concepita, diventando sempre più luogo di ritrovo e di ispirazione per artisti bohemien, giovani e meno giovani,  e quartiere residenziale esclusivo dei ricchi di Vilnius. Ed è un peccato&#8230; Ai tempi della sua fondazione molti credevano che questa utopica nazione potesse diventare simbolo e modello di pace e tranquillità, tanto che perfino il <a href="http://www.followingdalailama.it/dalailama/biografia.htm" target="_blank">Dalai Lama</a> e molte delegazioni internazionali vi si recarono in visita.</p>
<p><strong>Užupis, la Repubblica fra utopia e realtà, </strong>celebra la propria festa nazionale, forse non a caso, il <a href="http://www.caffeblog.it/2009/03/31/il-1-aprileleggende-origini-e-scherzi-nel-mondo/" target="_blank">1°aprile</a>&#8230;</p>
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		<title>È Oslo a premiare la pace</title>
		<link>http://www.capitalideuropa.com/oslo/e-oslo-a-premiare-la-pace/</link>
		<comments>http://www.capitalideuropa.com/oslo/e-oslo-a-premiare-la-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 01:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Linda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oslo]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Teodoro Moneta]]></category>
		<category><![CDATA[Madre Teresa di Calcutta]]></category>
		<category><![CDATA[Nelson Mandela]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente degli Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi rancori, si riuniranno sotto la bandiera della fraternità universale e, cessando ogni disputa, coltiveranno tra loro relazioni assolutamente pacifiche, quali il commercio e le attività industriali, stringendo solidi legami. Noi aspettiamo quel giorno&#8221;. Sono le celebri parole di Ernesto Teodoro Moneta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_634" class="wp-caption aligncenter" style="width: 483px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Barack-Obama-Premio-Nobel.jpg"><img class="size-full wp-image-634 " title="Barack Obama Premio Nobel" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Barack-Obama-Premio-Nobel.jpg" alt="Barack Obama. Premio Nobel per la pace" width="483" height="310" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Barack Obama. Premio Nobel per la pace</p>
</div>
<p>&#8220;Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi rancori, si riuniranno sotto la bandiera della fraternità universale e, cessando ogni disputa, coltiveranno tra loro relazioni assolutamente pacifiche, quali il commercio e le attività industriali, stringendo solidi legami. Noi aspettiamo quel giorno&#8221;. Sono le celebri parole di <a href="http://www.comitatinazionali.it/upload/documenti/Profilo_Moneta.pdf" target="_blank">Ernesto Teodoro Moneta</a>, <strong>primo e unico italiano</strong> a ricevere il <strong>Premio Nobel</strong> nell&#8217;anno 1907 &#8220;per il suo impegno e la fondazione  dell&#8217;Unione Lombarda , <strong>per la pace e l&#8217;arbitrato</strong>&#8220;.</p>
<div id="attachment_605" class="wp-caption alignright" style="width: 250px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Alfred-Nobel.jpg"><img class="size-full wp-image-605" title="Alfred Nobel" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Alfred-Nobel.jpg" alt="Alfred Nobel" width="250" height="250" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Alfred Nobel</p>
</div>
<p><strong>Dal 1901 è Oslo</strong> la città dove si svolge <strong>la solenne cerimonia</strong> della consegna del prestigioso premio. Questo premio nasce dalle <strong>volontà di Alfred Nobel</strong> (Stoccolma 1833-<a href="http://www.villanobel.provincia.imperia.it/" target="_blank">San Remo</a> 1896) che, come pochi sanno, fu anche l&#8217;inventore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dinamite" target="_blank">dinamite</a>. C&#8217;è chi sostiene che Nobel ideò questi riconoscimenti dopo aver tristemente constatato la pericolosità della sua stessa invenzione, le cui prove sperimentali provocarono tra l&#8217;altro il lutto del fratello e l&#8217;amputazione degli arti del padre: il pensiero del chimico doveva essere volto a riconoscere il valore di personalità che si erano particolarmente distinte per l&#8217;invenzione di qualcosa realmente utile agli altri e che sopratutto avesse incrementato la &#8220;<strong>fraternità dei popoli</strong>&#8220;.</p>
<p>Egli ideò poi cinque categorie o discipline nelle quali si dovevano conferire i riconoscimenti: Letteratura, Chimica, Medicina, Fisica e la più importante la Pace. Mentre la cerimonia di consegna delle prime quattro categorie si tiene da parte di istituzioni svedesi, solo l&#8217;ultimo premio ovvero quello per la Pace viene conferito dal Parlamento Norvegese, <strong>nel Municipio di Oslo</strong>. La ragione si deve al fatto che la Norvegia nell&#8217;anno 1814 fu annessa alla Svezia e successivamente nel 1895 quest&#8217;ultima scavalcò il governo norvegese su decisioni delicate, al punto da provocarne la <a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/a/a100.htm" target="_blank">corsa agli armamenti</a>. In questo clima di <strong>scontro fratricida</strong> tra le due nazioni scandinave, Nobel volle dare un <strong>segnale forte di pace</strong> e cooperazione tra i paesi delegando proprio al Parlamento norvegese, con sede a Oslo, l&#8217;incarico di amministrare e gestire il suo più importante premio quello per la Pace facendosi, lui stesso portatore di un messaggio di armonia e di <strong>collaborazione fra i popoli</strong>.</p>
<div id="attachment_615" class="wp-caption alignleft" style="width: 218px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Madre-theresa.jpg"><img class="size-full wp-image-615 " title="Madre Teresa" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/12/Madre-theresa.jpg" alt="Madre Teresa di Calcutta" width="218" height="218" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Madre Teresa di Calcutta</p>
</div>
<p>Grandi <strong>uomini di potere</strong> come Roosvelt, Martin Luther King, Nelson Mandela, l&#8217;attuale presidente americano <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/nobel-obama/nobel-obama/nobel-obama.html" target="_blank">Barack Obama</a> , ma anche <strong>religiosi</strong> come <a href="http://arcobaleno1.altervista.org/poesie/1-madreteresa.htm#inno" target="_blank">Madre Teresa di Calcutta</a>, Desmond Tutu hanno in questi decenni operato ai fini della solidarietà e dell&#8217;alleanza tra le genti, proprio come nelle  più sincere intenzioni del fondatore del premio che li ha insigniti.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.capitalideuropa.com%2Foslo%2Fe-oslo-a-premiare-la-pace%2F&amp;linkname=%C3%88%20Oslo%20a%20premiare%20la%20pace"><img src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>O fado, canto dell&#8217;anima</title>
		<link>http://www.capitalideuropa.com/lisbona/o-fado-canto-dellanima/</link>
		<comments>http://www.capitalideuropa.com/lisbona/o-fado-canto-dellanima/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[canto di suadade]]></category>
		<category><![CDATA[canzone napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[musica popolare portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[O fado]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[tango argentino]]></category>
		<category><![CDATA[Viola do fado]]></category>

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		<description><![CDATA[Note, tristezza, voce popolare. La senti. Ti penetra il cuore. Là dove la parola non arriva, la musica può. Ti penetra nelle viscere, attraversa i labirinti del tuo io. Rievoca sentimenti e passioni recondite. Un vis à vis con la tua coscienza. La danza triste volteggia allegramente nella tua anima e ti fa sperare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_585" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Il-fado-canto-di-suadade.jpg"><img class="size-full wp-image-585" title="Il fado, canto di suadade" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Il-fado-canto-di-suadade.jpg" alt="Il fado, canto di suadade" width="500" height="333" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il fado, canto di suadade</p>
</div>
<p><strong>Note, tristezza, voce popolare</strong>. La senti. Ti penetra il cuore. Là dove la parola non arriva, la musica può. Ti penetra nelle viscere, attraversa i labirinti del tuo io. Rievoca sentimenti e passioni recondite. Un vis à vis con la tua coscienza. La danza triste volteggia allegramente nella tua anima e ti fa sperare di non essere triste. E dopo, un senso di vuoto, il bianco, pace.</p>
<p>Tutto questo è <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/07/il-fado-non-si-insegna-lo-si.html" target="_blank">fado</a>. La <strong>malinconica melodia</strong> che pervade vicoli e quartieri. Come una piuma leggiadra lentamente oscilla fino ad inabissarsi nel tuo spirito. Resta lì, per sempre. Negli occhi di un vecchio, in una lacrima sul viso di un bambino. Le prepotenti onde schiumose del mare, le foglie leggere e ballerine d&#8217;autunno. Così ti commuove, sogni e ammutolisci.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_589" class="wp-caption alignright" style="width: 266px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Molo-al-tramonto.jpg"><img class="size-full wp-image-589 " title="Molo al tramonto" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Molo-al-tramonto.jpg" alt="Molo al tramonto" width="266" height="400" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Molo al tramonto</p>
</div>
<p>Dal latino fatum, destino, la <a href="http://www.lanotadeltraduttore.it/fado_storia_cultura.htm" target="_blank">canzone popolare portoghese</a> celebra il destino dell&#8217;uomo, o forse del marinaio. Il fato di un popolo che non si può cambiare, che ti domina e ti blocca, a cui non puoi sfuggire. Il dolore di chi parte e la nostalgia di chi resta, la sofferenza di una amore lontano oppure mai esistito. La tristezza di un molo che aspetta, del cielo che saluta il sole.</p>
<p><strong>L&#8217;antica leggenda</strong> riporta le sue origini ad una prostituta, Maria Onofriana da Severa, che praticava nel bordello del quartiere Moraria, a Lisbona intorno al 1826. Lei, la prima che con la sua <a href="http://www.youtube.com/watch?v=69Qnqzup8Qg" target="_blank">viola do fado</a>, intonava le prime note intinte di ricordi, dal timbro buio, sofferente. É la suadade dell&#8217;anima portoghese, così misteriosa e affascinante, la tristezza che fa da sfondo al nostro vivere, senza annuvolarlo mai di disperazione.</p>
<p><strong>Di chitarra in chitarra</strong>, il canto si diffonde dal mondo arabo ai marinai delle rive portoghesi. E nel suo viaggio spaziotemporale approda nei sobborghi della malavita e della delinquenza, ligio alle regole della musica popolare tramandate al <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_settembre_30/tango_patrimonio_culturale_Unesco_72e3e50e-adff-11de-a90c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">tango argentino</a> così come alla tradizionale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canzone_napoletana" target="_blank">canzone napoletana</a>. Canto di vita e di protesta. Appartiene al popolo, ne è l&#8217;identità.</p>
<p>Uno strumento, una voce, raccontano il <strong>cuore del Portogallo</strong>.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.capitalideuropa.com%2Flisbona%2Fo-fado-canto-dellanima%2F&amp;linkname=O%20fado%2C%20canto%20dell%26%238217%3Banima"><img src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Bookmark"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>A Berna c&#8217;era un giovane con un sogno di cioccolato</title>
		<link>http://www.capitalideuropa.com/berna/a-berna-cera-un-giovane-con-un-sogno-di-cioccolato/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 14:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Linda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berna]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo degli dei]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[conche]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina e ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rodolphe Lindt]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta, nella vecchia Svizzera dell&#8217;Ottocento, il figlio di un conosciuto farmacista di Berna che di provette e arti farmaceutiche non ne voleva sapere, aveva un sogno tutto suo, di cioccolato.
Da un antico mulino chiuso e in disuso compra dei vecchi macchinari che gli sarebbero serviti per macinare i semi di cacao e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_545" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/le-chocolat-lindt-1.jpg"><img class="size-full wp-image-545  " title="Le chocolat lindt" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/le-chocolat-lindt-1.jpg" alt="Le chocolat lindt" width="234" height="363" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Le chocolat Lindt</p>
</div>
<p>C&#8217;era una volta, nella vecchia Svizzera dell&#8217;Ottocento, il figlio di un conosciuto farmacista di Berna che di provette e arti farmaceutiche non ne voleva sapere, aveva un sogno tutto suo, di cioccolato.<br />
Da un antico mulino chiuso e in disuso compra dei vecchi macchinari che gli sarebbero serviti per macinare i semi di cacao e a realizzare la &#8220;<a href="http://www.kitchens.it/articolo.asp?art=1398" target="_blank">polvere degli dei</a>&#8220;. Ma purtroppo, la fatica e le lunghe notti passate a frantumare nella piccola bottega non danno il risultato sperato. <strong>Quel cioccolato non è morbido&#8230;</strong> no, non è vellutato come sognava.</p>
<p>Il fratello, farmacista come il padre, vista la grande tenacia del giovane Rodolphe, mette a disposizione di quel sogno l&#8217;esperienza maturata in tanti anni di laboratorio medicinale con il padre. Altre notti insonni nella bottega attendono i due giovani: uno chino sulle formule e l&#8217;altro sulle &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=KwrFqIUreDc" target="_blank">conche</a>&#8221; di cioccolato, alla ricerca di quel segreto. E così come ai grandi artisti le opere migliori riescono solo al secondo tentativo, arriva anche per il giovane Rodolphe <strong>la grande scoperta&#8230;</strong> Mescola e rimescola, <strong>il cioccolato diventa &#8220;fondant&#8221;</strong> e finalmente morbido e vellutato, quasi a sciogliersi sotto i palati&#8230;c&#8217;era riuscito, quel ragazzo dalla testa dura e dal cuore nobile aveva realizzato <strong>il suo sogno di cioccolato</strong>.</p>
<div id="attachment_549" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/il-finissino-cioccolato-fondant2.jpeg"><img class="size-full wp-image-549  " title="il finissino cioccolato fondant(2)" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/il-finissino-cioccolato-fondant2.jpeg" alt="Il finissino cioccolato fondant" width="448" height="223" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il finissino cioccolato fondant</p>
</div>
<p>E cosa ne fu di quella piccola bottega a Berna? Il cioccolato finissimo di Rodolphe attira l&#8217;attenzione di un già noto produttore svizzero. <strong>Iniziano le grandi produzioni</strong> e il cioccolato comincia a fare il giro dell&#8217;Europa e poi del mondo intero. Bambini e adulti, chiedono tutti quella delizia che si scioglie in bocca e dal profumo unico.</p>
<div id="attachment_553" class="wp-caption alignright" style="width: 240px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Rodolphe-Lindt3.jpg"><img class="size-full wp-image-553 " title="Rodolphe Lindt" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Rodolphe-Lindt3.jpg" alt="Rodolphe Lindt" width="240" height="320" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Rodolphe Lindt</p>
</div>
<p>Ma con l&#8217;arrivo della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale" target="_blank">seconda guerra mondiale</a>, zucchero e cacao faticano a giungere in Svizzera, nemmeno adesso ci si arrende. Col finire della guerra, dopo tanto odio e violenza, c&#8217;era così di nuovo bisogno di dolcezza che le richieste di quel cioccolato speciale crebbero tanto da dover ingrandire la fabbrica per riuscire ad accontentare tutti! E non solo. I ricchi europei dell&#8217;epoca iniziano a trascorrere le proprie vacanze in <a href="http://www.chocosuisse.ch/web/chocosuisse/it/home.html" target="_blank">Svizzera</a>, a Berna e Zurigo, per conoscere e capire ancor più come quel cioccolato proveniente dalla piccola regione elvetica potesse stregare in tal modo i gusti di ogni età e paese. <strong>Solo lui ne conosceva il segreto</strong>, solo Rodolphe, <strong>Rodolphe Lindt</strong>, lo sapeva&#8230;</p>
<p>Questa è la storia di un uomo, che con il suo sogno di cioccolato, sciolse e scioglie ancora oggi milioni di <a href="http://www.mondobenessereblog.com/2008/02/01/cuore-cioccolato/" target="_blank">cuori</a>.</p>
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		<title>Il passato si fonde con il presente al Prater di Vienna</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 14:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità e tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Fiume Danubio]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe II d'Austria]]></category>
		<category><![CDATA[L'Esposizione Universale]]></category>
		<category><![CDATA[Lilliputbahn]]></category>
		<category><![CDATA[Ponykarousel]]></category>
		<category><![CDATA[Prater di Vienna]]></category>
		<category><![CDATA[Praterdome]]></category>
		<category><![CDATA[Ruota panoramica]]></category>
		<category><![CDATA[Triestino Calafati]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai avrebbe potuto immaginare Giuseppe II d&#8217;Austria quello che sarebbe diventata la riserva di caccia di corte quando la concesse ai viennesi come luogo di svago nel 1776. Ebbene sì, l&#8217;area ricreativa cittadina forse più conosciuta del vecchio continente, che null&#8217;altro era se non una zona verde ricca di selvaggina lungo il Danubio, può vantare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_503" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Ruota-panoramica.jpg"><img style="padding: 0px; margin: 0px; border: 0px none initial;" title="Ruota panoramica" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Ruota-panoramica.jpg" alt="Ruota panoramica" width="500" height="380" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Ruota Panoramica di Vienna, simbolo della capitale austriaca.</p>
</div>
<p>Mai avrebbe potuto immaginare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_II_del_Sacro_Romano_Impero" target="_blank">Giuseppe II d&#8217;Austria</a> quello che sarebbe diventata la <strong>riserva di caccia di corte</strong> quando la concesse ai viennesi come luogo di svago nel 1776. Ebbene sì, l&#8217;area ricreativa cittadina forse più conosciuta del vecchio continente, che null&#8217;altro era se non una zona verde ricca di selvaggina lungo il <a href="http://www.ilreporter.com/storie/danubio-il-fiume-dei-re" target="_blank">Danubio</a>, può vantare una storia lunga più di 200 anni.</p>
<p><strong>A inizio Ottocento</strong> il Prater doveva apparire più o meno così: le prime giostre e caroselli, baracconi che mostrano ogni genere di curiosità, suonatori di organetto, chioschi e piccole caffetterie, calessi con a bordo signore e signori dell&#8217;alta società in passeggiata, giovanotti che fanno la corte a belle signorine&#8230; tutto si mescola e si fonde creando quel particolare “qualcosa” che attira i viennesi fuori dal centro città verso i divertimenti dell&#8217;area del Prater.</p>
<div id="attachment_509" class="wp-caption alignright" style="width: 160px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Calafati.jpg"><img class="size-full wp-image-509 " title="Calafati" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/Calafati.jpg" alt="Calafati" width="160" height="240" /></a>
	<p class="wp-caption-text">La statua del cinese di Calafati</p>
</div>
<p><strong>Con il passare del tempo</strong> il Prater si evolve, la diffusione dell&#8217;energia elettrica fornisce grandi e nuove possibilità di sviluppo. Il triestino Calafati nel 1844 apre la prima giostra elettrica sulla quale troneggia la gigantesca statua del cinese che ancora oggi resta a ricordo del passato del parco. <a href="http://www.milanoexpo-2015.com/" target="_blank">L&#8217;Esposizione Universale</a> del 1873 dona nuovo slancio. Del 1895 è la realizzazione dell&#8217;area ricreativa al centro della quale 2 anni più tardi viene posizionata la Ruota Panoramica, diventata simbolo della capitale austriaca.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ancora oggi</strong> alcune delle attrazioni del Prater storico resistono al passare del tempo, ai gusti che cambiano e alle tecnologie sempre più evolute. Dal 1923 grandi e piccini amano scoprire il parco con un giro sulla Lilliputbahn, il treno in miniatura con locomotiva a vapore. Degli anni Cinquanta è il Toboggan, il vecchio scivolo di legno recentemente rinnovato e riaperto al pubblico. Ancora in funzione è il vecchissimo (1887) Ponykarousel, la giostra trainata da veri pony. Per non parlare poi della <a href="http://www.wienerriesenrad.com/popups/Riesenrad_Italienisch.pdf" target="_blank">Ruota Panoramica</a>, ancora oggi il motivo della visita al Prater della maggior parte dei visitatori. Le sue storiche cabine e il suo girare lento rimandano alla Vienna di inizio Novecento e il panorama del punto più alto della ruota spazia sull&#8217;intera città e sul Danubio.</p>
<p>L&#8217;impressione che si prova entrando nell&#8217;<strong>odierno parco</strong> è quella di essere in <strong>una grande festa</strong> dove ognuno può scegliere di fare ciò che più gli va&#8230; si respira un&#8217;atmosfera rilassata. Giostre, trenini, montagne russe, zucchero filato gigante, chioschi di golosità di ogni tipo si mescolano a tipici ristorantini viennesi, caffè, spaziose aree verdi in cui passeggiare, casinò. Gli spazi espositivi della fiera di Vienna e la più grande discoteca della città, il Praterdome, hanno trovato dimora in quest&#8217;area.</p>
<p>Le attrazioni cambiano, si rinnovano, altre resistono ma il <a href="http://www.praterservice.at/assets/content/prater-folder-plan.pdf" target="_blank">Prater oggi</a>, così come agli albori della sua storia, attrae, diverte, rilassa e ristora.</p>
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		<title>Il giorno del perdono&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Linda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sofia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[costumi popolari e usanze bulgare]]></category>
		<category><![CDATA[danze dionisiache]]></category>
		<category><![CDATA[Est Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Falò del perdono]]></category>
		<category><![CDATA[i Traci]]></category>
		<category><![CDATA[il Kuker]]></category>
		<category><![CDATA[la Banitza]]></category>
		<category><![CDATA[Sirni Zagovezni]]></category>

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		<description><![CDATA[I apologize, je suis désolé, pérdoname, perdono..
Chiedere scusa, quella pratica umana che accomuna tutti coloro che intendono redimersi da colpe o torti commessi, un gesto tanto difficile eppure tanto semplice.
L&#8217;Est Europa, scenario di guerra, sofferenza e disagio sociale ha molto da insegnare all&#8217;ovest, che corre tutto il giorno al ritmo del solo denaro, dimenticandosi dell&#8217;essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="attachment_435" class="wp-caption aligncenter" style="width: 400px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/falò-del-perdono.jpg"><img class="size-full wp-image-435 " title="Il Falò del perdono" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/falò-del-perdono.jpg" alt="Il Falò del perdono" width="400" height="296" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il fuoco simbolo di salute, prosperità e purificazione</p>
</div>
<p>I apologize, je suis désolé, pérdoname, perdono..<br />
Chiedere scusa, quella pratica umana che accomuna tutti coloro che intendono redimersi da colpe o torti commessi, un gesto tanto difficile eppure tanto semplice.</p>
<p>L&#8217;<strong>Est Europa</strong>, scenario di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/09/guerra_calda_preparo_cinquant_anni_co_9_091009056.shtml" target="_blank">guerra</a>, sofferenza e disagio sociale ha molto da insegnare all&#8217;ovest, che corre tutto il giorno al ritmo del solo denaro, dimenticandosi dell&#8217;essere ma ben ricordandosi dell&#8217;avere e emarginando sempre più la logica del perdono e della tolleranza. A Sofia, così come in tutta la Bulgaria, si dedica persino una festa a questo <strong>nobile valore umano</strong>, il “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sVCxM28mV5U" target="_blank">Sirni Zagovezni</a>”, il <strong>giorno del perdono</strong> appunto.</p>
<div id="attachment_430" class="wp-caption alignright" style="width: 230px">
	<a href="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/falò.jpg"><img class="size-full wp-image-430 " title="Il falò" src="http://www.capitalideuropa.com/wp-content/uploads/2009/11/falò.jpg" alt="Il fuoco simbolo di salute, prosperità e purificazione" width="230" height="122" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Il Falò del perdono</p>
</div>
<p>D&#8217;origine ortodossa, questa ricorrenza consiste nel chiedere perdono dei propri errori anche dei più involontari e a farlo sono i giovani che mascherati, si rivolgono pubblicamente a familiari e amici più anziani.<br />
Epicentro di questa singolare e osservatissima tradizione sono i quartieri meridionali della capitale bulgara, dove, come nel resto del Paese, vengono preparati dei curiosi falò in cui “ardere” simbolicamente i propri errori, gli spiriti maligni e l&#8217;inverno. A questo punto, tutti i partecipanti saltano nel fuoco per purificarsi e augurarsi un anno di salute e prosperità, pronti ad accogliere l&#8217;arrivo della Pasqua e della nuova stagione.</p>
<p>In questa celebrazione bulgara c&#8217;è molto degli <strong>antichissimi riti dell&#8217;est Europa</strong> di millenni fa.<br />
Con medesima pratica anche i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Traci" target="_blank">Traci</a>, una volta lindi delle proprie colpe, chiedevano agli dei fortuna e fecondità. Anche nelle zone della vecchia Appollonia, venivano eseguite particolari <strong>danze dionisiache</strong> da parte dell&#8217;uomo ritenuto il più forte della comunità (il “<a href="http://www.manymouths.org/wp-content/uploads/2009/03/bellsbanish-446x497.jpg" target="_blank">Kuker</a>”) , che si attirava la benevolenza degli dei, propiziando la fertilità della terra.</p>
<p>Tra falò e gesti di indulgenza, nella <a href="http://www.sofiaoggi.com/" target="_blank">Sofia</a> di ieri come in quella di oggi, non mancano gli squisiti banchetti celebrativi. In questa occasione è uso diffuso consumare pietanze come <a href="http://www.eatingabroadtogether.eu/eat/it/sample-recipe?id=3" target="_blank">la Banitza</a> (pasta sfoglia ripiena del formaggio Feta), piatti di pesce e di carne e fra i dolci il torrone bianco.</p>
<p>Forse più che altrove, in questa città nel cuore dei Balcani, è rintracciabile quell&#8217;atmosfera di mistero, quell&#8217;aurea esoterica di tradizioni, di <strong>costumi popolari</strong>, di antichi valori che rimangono ben ancorati al cuore di ogni bulgaro, che si sente libero solo nelle proprie radici.</p>
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